mercoledì
Siamo circo. Sarò Augusto.
martedì
mercoledì

domenica
mercoledì
Incubatori Culturali
martedì
La neve copre ogni cosa
lunedì
Un messaggio in bottiglia

Anche quel giorno il suo unico intento era quello di passare attraverso a quelle terre, che l'avrebbero riportata a casa.
Come un rito che si consuma da tanto tempo, sarebbe salita su quel treno, avrebbe occupato il suo posto, avrebbe aspettato il solito avviso di ritardo.
Si sarebbe persa nei racconti del libro del momento, cullata dalle parole e dalle pagine che si susseguivano una accanto all'altra, con la segreta speranza di essere in grado un giorno di leggersi sulla carta. Dato che leggersi dentro a volte le era troppo difficile.
Come tante altre volte, accompagnata dalla colonna sonora del suo viaggio avrebbe guardato fuori dal finestrino, avrebbe immaginato le vite della gente che le stava intorno, con la consapevolezza che la sua non fosse altro che una delle tante.
E d'un tratto sarebbe caduta in un dolce sonno.
Tuttavia quel giorno, al suo risveglio, un foglietto stava sul suo tavolino.
incomprensibile...
non urlata, ma raccontata...
Timido, oggi più che mai.
Magari poterti riincontrare,
anche solo per felicitare i miei occhi...
Più di quanto lei se ne potesse convincere in tutti i giorni della sua vita.
Proprio in un giorno in cui si sentiva così vuota e pessimista nei confronti della sua vita.
mercoledì
Parole per l'anima
come acrobati affollano la mia mente,
le mie membra, i miei gesti impacciati.
Nuovamente mi muovo a rilento,
spaventata e smarrita,
senza una plausibile motivazione.
La volontà di progettare
è in conflitto con la necessità di leggerezza,
le due si scontrano e si incontrano,
senza trovare un equilibrio stabile.
Resto qui atterrita,
ancora immobile,
fiduciosa nel domani,
sicura dell'essenziale
che custodisco nel mio cuore.
domenica
Momenti bui
Lesbia è lontana stanotte. E’ lontana da tutti, come al solito, come sempre. Ma la sua lontananza in questa triste serata non è solo fisica e chilometrica.
Seduta sul terrazzo del suo piso, fuma una sigaretta avvolta in una coperta, vista l’aria della serata particolarmente ventilata; guarda oltre la ringhiera e si sente perduta, isolata, ma soprattutto sola.
Ormai sa di non dover dar peso a queste sue repentine sensazioni che le intrappolano il cuore. Tuttavia non può fare a meno di pensare. Non ne può davvero fare a meno.
Come si fa a non pensare? C’è chi ci riesce, c’è chi sa azzerare il cervello, riempirselo di futili bugie oppure semplicemente sa seriamente lasciarsi andare, mettersi in pausa, in attesa di momenti migliori.
Ma a lei nessuno le ha insegnato farlo.
Quando entra in questi momenti la sua mente comincia a divagare senza tregua.
Ha provato a chiedersi come sia possibile sentirsi sola, con le mille persone che le stanno accanto, con i tanti abbracci che le fanno sentire il loro affetto. Eppure, questo è quanto. In questi momenti si sente come se tutti le fossero davvero distanti, come se nessuno sapesse realmente guardarle dentro, capire che è nel suo buio e tirarla fuori. Chissà poi se potrebbe veramente riuscirci.
Pur volendosi convincere di essere un amante dei momenti di solitudine, dell’essere sola con se stessa e doversi gestire i suoi spazi e i suoi tempi, purtroppo finisce sempre con l’esserne inghiottita.
Tuttavia questa non è altro che una triste notte, e il sole che riscalderà la città domani saprà certamente sistemare tutto.
Anche i suoi momenti bui.
venerdì
Lettera a un amico
Caro Ettore,
da tanti anni ti scrivo lettere, da tanti anni relego il mio affetto a queste occasioni salienti.
Ora che sono lontana non sono più un foglio nascosto in un buffo pacchetto, non sono più un’esplicitazione dei miei sguardi e dei miei abbracci. Ora non ci sono sguardi o abbracci. Sono qua nella soleggiata Spagna, e il mio unico rapporto con quella che ero sono i miei scritti.
Il turbinio degli eventi ci ha sempre allontanato ed avvicinato a suo piacimento, senza neppure che ne potessimo avere una reale coscienza, senza essere una nostra scelta ponderata. Era la vita che sceglievamo che talora ci faceva incontrare, altre volte ci portava lontani.
Anche se, pur essendo lontani, non ricordo di essermi mai sentita, o voluta sentire, realmente lontana da te. Tuttavia vorrei evitare per una volta lunghi monologhi su quanto il nostro rapporto sia o non sia unito, stupendo ed unico.
Oggi vorrei tu sapessi quanto io ti veda una persona infinitamente speciale. Fin dal primo momento lo sei stato, perché tu sei speciale dentro, nell’anima, nel tuo profondo modo di essere, sei per me unico al mondo, come un tempo fu un bambino per una volpe. Sei un grande albero, che fa dei suoi rami la sua forza, delle sue radici il suo nutrimento, delle sue foglie la sua prole da proteggere e sostenere. Sei come un albero cavo che ha dentro un mondo da proteggere, un prezioso tesoro che tieni dentro e che ogni tanto decidi di mostrare.
Ti abbraccio stretto, proprio per questo.
Lesbia
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.
A.A.A. EVITARE LESBIA
Sconvolta e senza parole la povera Lesbia.
Non sapeva neanche lei se essere abbattuta o arrabbiata, se prendersela con qualcuno o restare da parte rassegnata. Quel che aveva visto l’aveva davvero atterrita.
Era appena tornata da una passeggiata nei verdi prati della sua città natale, per i vicoli del centro, in questo prolungamento della sue vacanze di Pasqua; in quell’aria che respirava riscopriva tutti gli odori di un tempo, con nostalgia e tenerezza. Tutto era perfetto. Tuttavia tutto d’un tratto aveva notato dei cartelli affissi sui semafori, sui palazzi che la circondavano, nel bar dov’era cresciuta. Essi avevano scritto: “A.A.A. EVITARE LESBIA”.
Non poteva crederci, non poteva credere ai suoi occhi.
Chi poteva aver pensato ad una tale cattiveria. Chi poteva pretendere che lei, che ormai era lontana, che ormai abitava lontano da tutto e da tutti, che ormai aveva la sua vita, una nuova vita, il suo amore, un nuovo amore, se ne stesse lontana dai suoi più cari amici, dalle persone con cui era cresciuta. Chi poteva pretendere che lei stesse lontana da tutti anche nei pochi giorni che aveva per vederli.
Non sapeva se avercela con colui che aveva anche solo pensato a questo cartello, a colui che in un certo senso la temeva. Colui che forse non era ancora in grado di metterla da parte, di considerare la sua vita indipendente da lei, ma non evitando di parlarle o di chiederle come stesse, bensì non considerandola un problema. Probabilmente doveva preoccuparsi più di se stesso e dei suoi sentimenti, doveva far sentire alla nuova persona che aveva a fianco quella sicurezza di cui una ragazza ha davvero bisogno.
Non sapeva se avercela, invece, col suo amico di tante risate che invece che parlarle di questo problema, aveva preferito affiggere questi orribili cartelli.
Niente di più.
mercoledì
perdersi in un abbraccio

Le era corso incontro, come tante altre volte, aprendo le braccia e stringendola forte a se. Come se un abbraccio potesse trasmettere tutto, come se potesse dire tutto.
“Non mi capacito di come io abbia potuto restare tutto questo tempo lontano da te, non sentirti, non camminare al tuo fianco, non raccontarti chi sono e quel che ho dentro, ed ascoltarti, ascoltarti per ore. Non capisco come sia possibile.
Lesbia fu in grado solo di rispondere a tutto ciò: “Dov’eri?”
I suoi occhi si gonfiarono di lacrime, fin quando non seppe più trattenerle, ed irrigarono il sui viso. In un insieme di stupore, attesa di un momento ormai nemmeno più sperato, felicità e amore. Ovviamente amore. L’amore che ormai da tanto tempo attendeva, quell’amore vero e sincero; un’amore di cui anch’essa aveva avuto dei dubbi, delle titubanze, ma che guardandosi dentro non poteva sentire più indelebile e sicuro.
“Ero lontano, non ero in me, mi facevo dominare dalle cose, dagli avvenimenti, dagli impegni e dai cambiamenti, senza pensare a perché avvenissero, da cosa e da chi fossero dettati. Ti chiedo scusa. Così facendo ho messo da parte non solo i miei sentimenti per te, ma anche la nostra amicizia, la nostra stupenda sintonia. Ti avevo di fronte, mi raccontavo a te, ma i miei discorsi erano vuoti, privi di passione, di partecipazione.
Per quella sera era troppo. Per quella sera era già semplicemente stupendo. Per quella sera poteva bastare un abbraccio.
E come sempre Lesbia, con quell’abbraccio, poteva dirgli tutto ciò che aveva dentro.
martedì

ti scrivo d'oltre mare, dalla bella e ridente Barcellona, oggi che è il tuo compleanno. Sono lontana, sono scappata via. Via da tutto, dalla mia casa, da quell'utero che mi teneva stretta da più di ventanni. Non che non mi piacesse, questo no, ma a volte quando si è stretti e sicuri è difficile crescere, è difficile prendere il volo, è difficile anche solo sapere dove si vuole andare e chi si vuole essere in quel nido. Quel nido dove tu, amorevolmente per anni mi hai imbeccato.
Era tutto perfetto, anzi è, perchè sono sicura che è ancora così, immobile uguale, gli stessi discorsi, gli stessi movimenti, i medesimi commenti. Tutto sarà sempre così, tutto continuerà sicuramente a muoversi uguale. Ne sono certa.
Ma non lo dico in senso negativo, non fraintendermi, io lo trovo stupendo, e solo vedervi lì insieme a pranzare, o sul divano dopo pranzo, le discussioni, i silenzi, le risate, così come le mie amiche che si incontrano per un caffè, si raccontano le novità, si arrabbiano per piccole incomprensioni: tutto bellissimo, mi regala felicità il solo pensarci.
Purtroppo tutto ciò non può essere per sempre, non potevo restare per sempre fra parole e risate, fra silenzi e litigi. Dovevo andare, andare verso me stessa. O alla ricerca di me stessa.
Così sono partita, così sono lontana. E da qua vivo la mia vita e la ricerco giorno dopo giorno.
In realtà le scelte che la vita ti impone mi hanno sempre infastidito e preoccupato, ma sono proprio loro a decidere e definire giorno dopo giorno chi finiremo con l'essere.
Questa esperienza che sto vivendo, che ho deciso di affrontare, con più o meno coraggio a seconda dei giorni e delle sfumature del cuore, sarà ed è fondamentale per me. Cerco me stessa, cerco di prendere forma, a poco a poco, crescendo, plasmandomi.
Volevo tu sapessi, però, proprio oggi che quel che sono è anche da dove vengo. Sono fiera di ciò che sto diventando, dei miei valori del mio modo di relazionarmi con gli altri; ma sono anche consapevole che quel che sono è determinato da quel che è stato, da chi mi ha istruito e cresciuto, da chi mi ha protetto con amore dal mondo esterno. Quel che sono dipende da te.
Per questo, proprio oggi sono qui per comunicarti il mio amore, la mia riconoscenza. Per dirti che anche se lontana sono sempre con te.
Un abbraccio, mia dolce mamma.
Con affetto!
Poesie appese a un filo

"Tienimi nascosta ancora un pò,
oggi mi sento infinitamente delicata.
Sospesa, fragile e leggera."
Nella realtà, nella vita di tutti i giorni, lei ama scrivere piccole poesie, piccole frasi, brevi racconti. Purtroppo questi suoi scritti non fanno che restare solo per lei, e per quelle pagine che affannosamente riempie. Forse per la troppa paura, forse perché prende poco sul serio questa sua attività per quanto riguarda il futuro, che è invece fatto, come tutti le continuavano a ripetere, di lavoro concreto, di guadagni, e non di sogni e parole in aria. Forse perché non si sente all’altezza dell’impegno, non si sente abbastanza brava, abbastanza corretta, nonostante tutti non facciano che ripeterle quanto siano belle le cose che scrive.
In questo modo queste parole non fanno che diventare -semplicemente- uno strumento per fare il punto della situazione nella sua vita, in quel che diventa, in quel che prova o che inevitabilmente cambia.
Si forse non è altro che una sorta di diario, il semplice diario in cui da bambina si scrive tutto quel che accade, chi ti ha fatto perdere la testa, che è successo a scuola, chi ti ha sorriso o con quale amica hai litigato; quel diario che col passare degli anni diventa un tentativo di raccogliere i pensieri più preziosi, più profondi, più intimi.
Tuttavia per Lesbia non è solo questo.
Nelle sue pause pranzo, se il tempo lo consente, si siede nel verde Parc de la Ciutadella, a pochi passi dal negozietto d’abbigliamento in cui lavora, per pensare e scrivere ciò che ha dentro. Per questo ha deciso di partire, per poter seguire quel che sentiva di essere. Purtroppo però non riesce ad assecondare fino in fondo questa sua passione, nel tentare di pubblicare qualcosa, come continuamente la esorto a fare.
Le parole che getta sulle pagine bianche sono il suo unico modo di essere se stessa e per ritrovare se stessa. I suoi scritti sono un tentativo, mantenere un legame con suo padre, ormai lontano da anni, da quando decise di scappare e di prendersi la sua indipendenza. Lui per primo le aveva insegnato cosa fosse il silenzio, quel silenzio tanto profondo in cui riscoprire il lavorio degli ingranaggi dei pensieri; lui per primo nelle sue poche ed essenziali parole, l’aveva esortata fin da piccola a scrivere ogni qualunque cosa le passasse per la mente sul suo diario. Lui per primo, probabilmente, riusciva a vedere la luce che aveva dentro. La luce che la ispirava, quella luce che era un’arte per lei. La sua arte.
mercoledì
love tree unfinished


Anche questa sera Lesbia è nuovamente riversa sulle pagine del suo quaderno di Kaos, raffigurante Amadel Bloesem, il quadro di Van Gogh del 1980. Pensa e scrive, pensa e piange, e non capisce che sia meglio fare.
L'intreccio di rami spogli che ama osservare le sembrano descrivere alla perfezione quello che le è appena capitato.
Perché i rapporti devono essere a volte così complicati? Perché si finisce sempre allo stesso punto? Incontra qualcuno, gli piace, si sente piacevolmente coinvolta e colpita, cominciano a frequentarsi e cominciano dei momenti di passione travolgente, inesauribile. Non pensa ad altro, ne è totalmente inghiottita, ma tuttavia, come sempre, questo si affievolisce, la passione e la necessità che essa rimanga presente, a poco a poco scompare; pur restando profondamente legata a questo suo amore, non riesce più a sentire partirgli da dentro, dal cuore, anche se non proprio dal cuore, quella voglia di lui. Ma questa volta non vuole caderci... Scapperà come ultimamente è solita fare, prima che l'inevitabile accada.
Ha già sbagliato una volta e non vuole ripetere i suoi errori, ha già creduto una volta che potesse bastare il suo profondo amore e la complicità tra lei e chi aveva di fronte, per restare felicemente insieme. Ma così non è stato e lui se n'è andato con una più carina, più sensuale e più facile. "Che stupida, che stupida! Credere che un uomo possa rimanere con una donna legato dalla complicità e dai sentimenti! Che stupida!” si ripete.
Infatti nonostante l’amore, la forte complicità, l’affetto che ogni giorno lei gli dimostrasse, la fedeltà che aveva nei suoi confronti,probabilmente, come formulava nei suoi pensieri, “una donna ha anche dei doveri quando sta con un uomo, e cioè far si che quell’impeto puramente fisico e essenzialmente animalesco sia placato e soddisfatto”.
Aveva fallito, il suo animo poetico non era bastato per legare a sé il suo amore, e lui se ne era andato, si era allontanato da lei, si era stancato di aspettare.
Così da allora non riusciva più ad innamorarsi, per paura di ritrovarsi di nuovo in quei discorsi, in quella lontananza fisica che è più necessaria di quanto lei un tempo credesse.
"L’amore è un intreccio di rami
dalle combinazioni incomprensibili e inaspettate
che possono ferire, far sognare e sorridere
per il loro fascino e la loro suggestione.
Ma non ora.
Non stasera.