Visualizzazione post con etichetta sola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sola. Mostra tutti i post

martedì

Questione di prospettiva


Devo consegnare il lavoro tra un’ora. Odio essere presa dalle scadenze, perché procrastinare mi contraddistingue. Non è facile scrivere quando tutto è confuso. Non è facile capire. Fuori dalla finestra il traffico continua ad essere incessante, le auto si seguono ed incrociano, suonano e brontolano. Semplici metafore degli animi turbolenti. Dalla mia finestra arancione al primo piano questi isterici animali delle strade, sono ancora più vicini.

Decido di uscire.

Sono certa che Bona, il geometra del quinto piano non sia ancora andato a fare la spesa. Ed infatti, fin da fuori la sua porta, si sente alto il volume della televisione. Chissà perché gli anziani si ostinano a guardare Forum. Suono, saluto e prendo posto sulla cassapanca che sta sotto la finestra. Mi raggomitolo bene, con le mie lunghe gambe strette fra le braccia e il mento appoggiato sopra alle ginocchia. Bona ha già messo su il caffé, ma sa che non è giornata per i racconti sui Navigli navigabili, anche se so che in questi tempi in cui essi sono solo putride alghe, la sua voglia di ricordare i tempi passati è ancora più forte.

Guardo fuori il mondo, sperando di scoprire dentro l’uomo. Da quassù, cambiando prospettiva, gli affanni di tutti i giorni acquistano una dimensione d’insieme, le crepe dei castelli che ogni giorno costruisci sono meno distinguibili e la solida quercia è visibile nella sua interezza.

E l’importante è che tutto funzioni.

venerdì



Le mie parole corrono veloci
le lancio come bolle gioiose,
s'insinuano e innondano chi ho di fronte.
Dovrei fermarmi, vorrei,
ma non riesco se tutto attorno a me tace.

Le persone a volte ti stanno a fianco ed il momento dopo scompaiono,
i pilastri divengono fuscelli e tu capisci che da sola è una cosa da imparare.

mercoledì

sospesa in una malinconica attesa


foto di
Morgan Bencivenga

Farneticare fra le stelle



I miei pensieri sono persi
nel vuoto della mia tristezza.
Cos'è questa sensazione che mi affligge?
Nostalgia? Malinconia?
O forse è la solita indecisione
quell'inevitabile dubbio costante sul da farsi,
su due semplici opzioni.
Vorrei essere più sicura, più determinata.
Ma cosa manca ora?
Cosa stento ad afferrare?

Mi sento sola, come tante notti prima di questa,
ma so che devo proseguire,
la mia solitudine non potrebbe arrestarsi nemmeno di fronte ad una moltitudine di gente.

La decisione è presa,
la strada è da percorrere,
non come una pena,
ma con la consapevolezza di una scelta
che è stata e poteva non essere,
che è quel che voglio vivere
quel che voglio essere.

domenica

Momenti bui

(Foto di Morgan)

Lesbia è lontana stanotte. E’ lontana da tutti, come al solito, come sempre. Ma la sua lontananza in questa triste serata non è solo fisica e chilometrica.
Seduta sul terrazzo del suo piso, fuma una sigaretta avvolta in una coperta, vista l’aria della serata particolarmente ventilata; guarda oltre la ringhiera e si sente perduta, isolata, ma soprattutto sola.
Ormai sa di non dover dar peso a queste sue repentine sensazioni che le intrappolano il cuore. Tuttavia non può fare a meno di pensare. Non ne può davvero fare a meno.
Come si fa a non pensare? C’è chi ci riesce, c’è chi sa azzerare il cervello, riempirselo di futili bugie oppure semplicemente sa seriamente lasciarsi andare, mettersi in pausa, in attesa di momenti migliori.
Ma a lei nessuno le ha insegnato farlo.
Quando entra in questi momenti la sua mente comincia a divagare senza tregua.
Ha provato a chiedersi come sia possibile sentirsi sola, con le mille persone che le stanno accanto, con i tanti abbracci che le fanno sentire il loro affetto. Eppure, questo è quanto. In questi momenti si sente come se tutti le fossero davvero distanti, come se nessuno sapesse realmente guardarle dentro, capire che è nel suo buio e tirarla fuori. Chissà poi se potrebbe veramente riuscirci.
Pur volendosi convincere di essere un amante dei momenti di solitudine, dell’essere sola con se stessa e doversi gestire i suoi spazi e i suoi tempi, purtroppo finisce sempre con l’esserne inghiottita.

Tuttavia questa non è altro che una triste notte, e il sole che riscalderà la città domani saprà certamente sistemare tutto.

Anche i suoi momenti bui.