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mercoledì

Un ragazzo dagli occhi brillanti

I suoi capelli nero corvino ancora non avevano ben deciso che fare e fino dove arrivare, per ora erano un pò arricciati nella zazzera con uno stile un po' scompigliato alla rocker; le sue labbra erano carnose e contornate da una barba incolta; i suoi occhi luminosi e brillanti guardavano le foto appese nella mia stanza. I miei ricordi, la mia vita.
Era lì, disteso sul mio letto immerso in queste immagini a pensare a chissà cosa. Il suo sguardo era intenso e pareva carico di pensieri, ma più volte lo avevo interrogato su cosa stesse pensando, o cosa stesse guardando. Lui rispondeva nulla e io continuavo a chiedermi come fosse possibile.

Lui era Noé, il mio innamorato.

Non c'era da chiedersi troppo sul suo comportamento, sapeva essere tante volte estremamente contraddittorio: impegnato e corrucciato dai suoi pensieri, preferiva sempre non esporli e tirarli fuori, come se farlo volesse dire affrontarli e renderli una realtà; a volte pensava solo a lavorare, a guadagnare, ad accumulare, con incredibile maturità ed ammirabile impegno, altre stava immobile a far scorrere il suo tempo, come se lo stare a guardarlo fosse un modo per farlo restare immobile.
Improvvisamente mi ero ritrovata innamorata di lui. Un attimo prima eravamo a ridere e scherzare, a divertirci insieme come due compagni di scuola alle prime scorribande, a ballare fino alla mattina; un attimo dopo eravamo noi.
Eravamo noi fra gli amici, noi ad ascoltare i concerti o a berci una birra; eravamo noi ai fornelli o seduti nello stesso ristorante per delle sere di fila, in una piccola isola quasi fuori dalla nazione. Eravamo noi felici o a soffrire, negli errori, nei cambiamenti, nel crescere insieme.

Forse un giorno la vita ci avrebbe allontanato, forse un giorno lo faranno le nostre scelte o quel che saremo diventati; oppure cresceremo insieme e resteremo compatibili.

martedì

un'emozione spensierata

Si alza svogliata e sconvolta, Clodia, non come suo solito che scatta giù dal letto come se al suono della sveglia tutto dovesse esplodere. Questa mattina è stanca e intorpidita, come se gli sbadigli non finissero mai.
E si rende conto solo ora, guardando la data sul calendario, di che giorno sia, il ** febbraio, che probabilmente dovrebbe ricordarle qualcosa, forse un impegno, forse un compleanno di qualcuno che conosce… Ma niente, forse è troppo stordita in questa mattinata per poter ricordarsene. Come ogni cosa che non si trova o non si ricorda, giungerà alla sua mente quando non sarà più ad affannarsi per ricercarla.
Dovrebbe in realtà farne mille questa mattina, davvero tante, ma non se la sente. Odia questi momenti in cui è talmente svogliata che per fare qualunque cosa, anche la più veloce, ci metterebbe una miriade di tempo, muovendo i suoi arti con torpore e ripetendo le stesse azioni mille volte, dominate dalla sbadataggine. Sarà sicuramente più operativa tra qualche ora.
Ora resta sul divano. Sguardo perso nel vuoto. Inebetita. E pensa, vaga con la sua mente alla serata appena trascorsa. La sogna ancora ad occhi aperti.
Non capita tutti i giorni di sentirsi innamorata, non capita tutti i giorni di svegliarsi e capire che quella sensazione che sente nel cuore è proprio amore. La sera prima si era innamorata.
Se l’era sempre chiesto cosa succede quando ci si innamora, se è un processo che prende forma a poco a poco, o piuttosto una scintilla che prende vita in un momento, in un istante che per il suo nascere diventa particolarmente simbolico e significativo. E ora che finalmente aveva provato questa sensazione ancora non sapeva darsi una risposta.
Ma l’emozione che la sconvolgeva era chiara e inequivocabile. Si era innamorata. Profondamente. E le piaceva.
Probabilmente era la sua indole romantica, il suo essere eternamente sognatrice e la sua visione rosea verso l’amore, a portarla in questa giornata, in questo particolare momento a sentirsi così innamorata. Ma questo non importa. Nulla importa in questa mattinata, se non il perdersi, il lasciarsi finalmente andare, almeno per qualche istante ancora, al vagare senza meta precisa dei suoi pensieri.
Senza una ragione, senza razionalità, ma con la spensieratezza della passione e dell’assenza di controllo. Non capita tutti i giorni di scoprirsi allegramente innamorata.
Forse era questo che doveva ricordare, di lasciarsi andare ogni tanto, di sentirsi leggera.

mercoledì

love tree unfinished



"love it's a tree with great fruits but full of hidden dangers, and leaves you with a weird taste".

Anche questa sera Lesbia è nuovamente riversa sulle pagine del suo quaderno di Kaos, raffigurante Amadel Bloesem, il quadro di Van Gogh del 1980. Pensa e scrive, pensa e piange, e non capisce che sia meglio fare.
L'intreccio di rami spogli che ama osservare le sembrano descrivere alla perfezione quello che le è appena capitato.
Perché i rapporti devono essere a volte così complicati? Perché si finisce sempre allo stesso punto? Incontra qualcuno, gli piace, si sente piacevolmente coinvolta e colpita, cominciano a frequentarsi e cominciano dei momenti di passione travolgente, inesauribile. Non pensa ad altro, ne è totalmente inghiottita, ma tuttavia, come sempre, questo si affievolisce, la passione e la necessità che essa rimanga presente, a poco a poco scompare; pur restando profondamente legata a questo suo amore, non riesce più a sentire partirgli da dentro, dal cuore, anche se non proprio dal cuore, quella voglia di lui. Ma questa volta non vuole caderci... Scapperà come ultimamente è solita fare, prima che l'inevitabile accada.
Ha già sbagliato una volta e non vuole ripetere i suoi errori, ha già creduto una volta che potesse bastare il suo profondo amore e la complicità tra lei e chi aveva di fronte, per restare felicemente insieme. Ma così non è stato e lui se n'è andato con una più carina, più sensuale e più facile. "Che stupida, che stupida! Credere che un uomo possa rimanere con una donna legato dalla complicità e dai sentimenti! Che stupida!” si ripete.
Infatti nonostante l’amore, la forte complicità, l’affetto che ogni giorno lei gli dimostrasse, la fedeltà che aveva nei suoi confronti,probabilmente, come formulava nei suoi pensieri, “una donna ha anche dei doveri quando sta con un uomo, e cioè far si che quell’impeto puramente fisico e essenzialmente animalesco sia placato e soddisfatto”.
Aveva fallito, il suo animo poetico non era bastato per legare a sé il suo amore, e lui se ne era andato, si era allontanato da lei, si era stancato di aspettare.
Così da allora non riusciva più ad innamorarsi, per paura di ritrovarsi di nuovo in quei discorsi, in quella lontananza fisica che è più necessaria di quanto lei un tempo credesse.

"L’amore è un intreccio di rami
dalle combinazioni incomprensibili e inaspettate
che possono ferire, far sognare e sorridere
per il loro fascino e la loro suggestione.

Dovrà capire perché questo accade, dovrà trovare il motivo, dovrà affrontare il problema, per riuscire a darsi tutta completamente quando nuovamente amerà.

Ma non ora.
Non stasera.




martedì

una romantica sognatrice


Clodia è quel che la vita l'ha fatta diventare. Oppure vive la vita come lei a priori è?
Chissà.
Forse non potrà mai saperlo, ma di sicuro sa che certi discorsi tanto intransigenti non li può proprio sopportare. Come si fa a dire incondizionatamente "è così". Ma non è detto. Non è obbligatorio. Lei crede che uno sia quello che la vita, le storie, le persone, gli incontri e le parole l'han fatta diventare. Ma un pò della sua anima romantico- sognatrice certo è lei e non potrebbe essere altrimenti, qualunque cosa avesse vissuto. Anche se avesse avuto mille ragazzi, mille storie, mille baci, lei sarebbe sempre un pò così idealista dei lieti fine e degli amori infiniti, dei ragazzi per bene e delle storie lunghe e cariche di sentimenti e coinvolgimento.
Se no non sarebbe lei.
Questo è certo. e' la vita che la plasma o è lei e il suo modo di essere a disegnare la sua strada a suo piacimento? Non può saperlo, questo no. Ma forse non è neanche giusto che lo scopra.
Se no che ne sarebbe del suo ingenuo modo di amare, che ne sarebbe della sua semplicità e serenità, che nel sarebbe della sua fiducia verso l'amore e l'incontro di due persone che si amano.
Non è cecità verso la realtà. Sa benissimo che la vita è fatta di amori che finiscono, storie andate male, tradimenti e bugie; ma se non facesse che pensarci non sarebbe più lei. Certo la vita le ha insegnato che deve aprire più gli occhi, sognare di meno, stare coi piedi per terra, ma se così facesse non sarebbe più lei.
Per questo continua ad essere in ogni nuova notte e nel suo successivo risveglio, la tenera romantica sognatrice di sempre.