giovedì

Sapere dove andare

"Benvenuto alla Parte 2 delle tue previsioni per la seconda metà del 2007, Cancerino.
Vediamo come stai po
rtando avanti i compiti a lungo termine che ti sono stati assegnati sei mesi fa. Spero che tu sia molto più organizzato e disciplinato rispetto al passato. I presagi astrali fanno pensare che, se sarai inflessibile nei confronti del disordine, lavorerai con la massima efficienza. Seguendo piani precisi e ben formulati, potrai ottenere le soddisfazioni più grandi dell’anno. Se procederai nel modo giusto, la tua estrema attenzione ai dettagli ti permetterà di raggiungere nuovi e più profondi livelli di pace interiore."

Rob



L'organizzazione non manca, quasi tutte le ore
delle mie giornate sono pianificate a puntino. Essere rivoluzionaria per me è sabotare di qualche ora il mio programma giornaliero, o cambiare appuntamenti all'ultimo minuto. E' estremamente emozionante. Sono perennemente organizzata da sentirmi imprigionata e allo stesso tempo protetta dai miei stessi schemi. Finalmente ho pianificato i miei prossimi mesi: alcuni progetti sono esaltanti, altri doverosi e altri posticipati. Ma tutto è nella norma. Probabilmente sto aggirando il problema, sto trovando le mie solite scuse per non ascoltare fino in fondo le parole di Rob, che sa sempre dove andare e pare sapere anche dove IO debba andare. So di non poter evitare i miei programmi per sempre, so che mi ritroverò ad un punto in cui o sarà troppo tardi o sarà ora, inaspettatamente di buttarsi. Non importa. Per il momento non importa. Ora ho solo bisogno di leggerezza. Di lasciarmi andare, di cadere e non sapere dove.

mercoledì

Parole per l'anima

Pensieri confusi,
come acrobati affollano la mia mente,
le mie membra, i miei gesti impacciati.
Nuovamente mi muovo a rilento,
spaventata e smarrita,
senza una plausibile motivazione.

La volontà di progettare
è in conflitto con la necessità di leggerezza,
le due si scontrano e si incontrano,
senza trovare un equilibrio stabile.

Resto qui atterrita,
ancora immobile,
fiduciosa nel domani,
sicura dell'essenziale
che custodisco nel mio cuore.

Lesbia

lunedì


Cara amica mia,
sto ripensando al tuo umore degli ultimi giorni.
Comprendo il tuo bisogno di ritrovarti, di fare due chiacchere con te stessa.
Ci sono momenti in cui purtroppo si fatica ad afferrarsi, a capire la propria vita e quel che vorticosamente ci sta capitando. Vorrei aver delle risposte per te, dei consigli che ti alleggeriscano il cuore, ma come tu ben sai non è possibile.
Esci, vai al mare all'ora del tramonto, fatti una passeggiata sul bagnasciùga col vento d'estate che ti accompagna, e forse lì, i tuoi pensieri potranno liberarsi, la chiarezza dei tuoi stati d'animo potrà tornare.
Non sono affettuosa di natura, gli abbracci, i baci, le evidenti manifestazioni d'affetto spesso restano bloccate, probabilmente a causa del mio essere eccessivamente razionale. Ma il mio affetto è custodito nel mio cuore. Per questo vorrei che con queste veloci parole tu capissi quanto ci tengo a te e alla tua felicità.
Per te è questo pensiero, in questa calda serata spagnola. Perchè il tuo momento buio possa finire al più presto e la tua voglia di correre in motorino, o volare appesa ad un palloncino di elio, possa tornare.
In attesa delle nostre spensierate risate.
Ti abbraccio.

Lesbia

giovedì

verità in un sogno


Vivo di un sonno mai profondo e riposante, un continuo susseguirsi di veglia e riposo. I pensieri affollano la mia mente alla sera, i camion che puliscono la strada affollano la mia stanza la mattina. Io mi sveglio con loro, e comuncio la mia danza lenta sul letto.

I miei pensieri sono avvolti in un vortice, manco di lucidità e di riflessi, ma questa non è una novità.

I sogni non vengono mai a trovarmi, preferiscono non narrarmi le loro storie, oppure nemmeno nel sonno la mia mente si lascia davvero andare, libera e senza freni. Le rare volte in cui mi sveglio con labili immagini, o disordinati ricordi di sogni notturni, non posso che sentirle come vere illuminazioni.

Acquisto oggi una nuova consapevolezza, dopo una notte di sogni rivelatori:
ognuno di noi è quel che vuole essere,
dovrò interpretare la mia parte,
dovrò dare il meglio di me ogni giorno,
sarà necessario che io mostri sicurezza nei gesti e determinazione nelle parole, anche quando l'incertezza è sovrana.

Recitare non sempre ha una connotazione negativa, ognuno è se stesso, deve rimanere tale, ancorato alla propria natura e ai propri valori. Ma non è detto che non si possa cambiare, anzi, è necessario impegnarsi per essere ogni giorno migliori, per se stessi e per gli altri.
Recitare significa impegnarsi in questo tentativo di evoluzione personale, interpretare i personaggi che le situazioni e la vita impongono.

La volontà è l'unica salvezza, assieme ad una buona interpretazione del personaggio.

mercoledì

Un ragazzo dagli occhi brillanti

I suoi capelli nero corvino ancora non avevano ben deciso che fare e fino dove arrivare, per ora erano un pò arricciati nella zazzera con uno stile un po' scompigliato alla rocker; le sue labbra erano carnose e contornate da una barba incolta; i suoi occhi luminosi e brillanti guardavano le foto appese nella mia stanza. I miei ricordi, la mia vita.
Era lì, disteso sul mio letto immerso in queste immagini a pensare a chissà cosa. Il suo sguardo era intenso e pareva carico di pensieri, ma più volte lo avevo interrogato su cosa stesse pensando, o cosa stesse guardando. Lui rispondeva nulla e io continuavo a chiedermi come fosse possibile.

Lui era Noé, il mio innamorato.

Non c'era da chiedersi troppo sul suo comportamento, sapeva essere tante volte estremamente contraddittorio: impegnato e corrucciato dai suoi pensieri, preferiva sempre non esporli e tirarli fuori, come se farlo volesse dire affrontarli e renderli una realtà; a volte pensava solo a lavorare, a guadagnare, ad accumulare, con incredibile maturità ed ammirabile impegno, altre stava immobile a far scorrere il suo tempo, come se lo stare a guardarlo fosse un modo per farlo restare immobile.
Improvvisamente mi ero ritrovata innamorata di lui. Un attimo prima eravamo a ridere e scherzare, a divertirci insieme come due compagni di scuola alle prime scorribande, a ballare fino alla mattina; un attimo dopo eravamo noi.
Eravamo noi fra gli amici, noi ad ascoltare i concerti o a berci una birra; eravamo noi ai fornelli o seduti nello stesso ristorante per delle sere di fila, in una piccola isola quasi fuori dalla nazione. Eravamo noi felici o a soffrire, negli errori, nei cambiamenti, nel crescere insieme.

Forse un giorno la vita ci avrebbe allontanato, forse un giorno lo faranno le nostre scelte o quel che saremo diventati; oppure cresceremo insieme e resteremo compatibili.

giovedì

Nessuno sa chi sono

Ma perchè nessuno sa chi sono? Che sia perchè a volte stento a saperlo anche io.
Tuttavia non credo a quello che le mie orecchie a volte son costrette a sentire, da chi crede di volermi far sentire al top ed invece non fa altro che caricarmi di pesi che non voglio, non ammetto più di avere.
Ormai ho deciso e sono irremovibile. Credo che tante volte sia estremamente difficile giungere a determinate consapevolezze, che ora non ho nessuna intenzione di stare ad ascoltare certe ingiurie.
Sono conscia di non avere in tanti frangenti il carattere migliore del mondo, so di essere spesso scontrosa ed eccessivamente permalosa. Ma so di non essere egoista, so di non essere particolarmente gelosa. So di essere molto fortunata, ma credo anche di essere estremamente riconoscente e soprattutto rispettosa delle mie possibilità; credo anche di affrontarle con umiltà, sempre.
Per questo certe parole a volte mi feriscono enormemente. Forse non sempre sono volute, ma arrivano dentro e ci restano, purtroppo.


Questo messaggio sa dove dovrebbe arrivare.
Sono grata alla bambina che ero e alla ragazza che l'educazione che ho ricevuto ha saputo creare. Tante volte mi sento fiera di me e di quel che sono. Spero di non essere l'unica.

lunedì

Danza lenta

Lesbia mi ha mandato questa semplice poesia stanotte.
Ho riflettuto sulla mia vita e sulle mie corse, troppe.

 Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
 O ascoltato il rumore della pioggia
 quando cade a terra?
 
 O seguito mai lo svolazzare
 irregolare di una farfalla?
 O osservato il sole allo
 svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare.
 Non danzare così veloce.
 Il tempo è breve.
 La musica non durerà.
 
 Percorri ogni giorno in volo?
 Quando dici "Come stai?"
 ascolti la risposta?
 
 Quando la giornata è finita
 ti stendi sul tuo letto
 con centinaia di questioni successive
 che ti passano per la testa?
 
 Faresti meglio a rallentare.
 Non danzare così veloce
 Il tempo è breve.
 La musica non durerà.
 
 Hai mai detto a tuo figlio,
 "lo faremo domani?"
 senza notare nella fretta,
 il suo dispiacere?
 
 Mai perso il contatto,
 con una buona amicizia
 che poi finita perché
 tu non avevi mai avuto tempo
 di chiamare e dire "Ciao"?
 
 Faresti meglio a rallentare.
 Non danzare così veloce
 Il tempo è breve.
 La musica non durerà.
 
 Quando corri cosi veloce
 per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
 Quando ti preoccupi e corri tutto
 il giorno, come un regalo mai aperto . . .
 gettato via.
 La vita non è una corsa.
 Prendila piano.
 Ascolta la musica.