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giovedì

Sapere dove andare

"Benvenuto alla Parte 2 delle tue previsioni per la seconda metà del 2007, Cancerino.
Vediamo come stai po
rtando avanti i compiti a lungo termine che ti sono stati assegnati sei mesi fa. Spero che tu sia molto più organizzato e disciplinato rispetto al passato. I presagi astrali fanno pensare che, se sarai inflessibile nei confronti del disordine, lavorerai con la massima efficienza. Seguendo piani precisi e ben formulati, potrai ottenere le soddisfazioni più grandi dell’anno. Se procederai nel modo giusto, la tua estrema attenzione ai dettagli ti permetterà di raggiungere nuovi e più profondi livelli di pace interiore."

Rob



L'organizzazione non manca, quasi tutte le ore
delle mie giornate sono pianificate a puntino. Essere rivoluzionaria per me è sabotare di qualche ora il mio programma giornaliero, o cambiare appuntamenti all'ultimo minuto. E' estremamente emozionante. Sono perennemente organizzata da sentirmi imprigionata e allo stesso tempo protetta dai miei stessi schemi. Finalmente ho pianificato i miei prossimi mesi: alcuni progetti sono esaltanti, altri doverosi e altri posticipati. Ma tutto è nella norma. Probabilmente sto aggirando il problema, sto trovando le mie solite scuse per non ascoltare fino in fondo le parole di Rob, che sa sempre dove andare e pare sapere anche dove IO debba andare. So di non poter evitare i miei programmi per sempre, so che mi ritroverò ad un punto in cui o sarà troppo tardi o sarà ora, inaspettatamente di buttarsi. Non importa. Per il momento non importa. Ora ho solo bisogno di leggerezza. Di lasciarmi andare, di cadere e non sapere dove.

dialogo ovattato


Lesbia: "Ehi! Ti sei ripresa da quell'orrendo mal di testa di cui mi hai accennato ieri pomeriggio?"
Clodia: "No, in realtà mi ha continuato ad infastidire fino a questa mattina. Ieri sera ero con le mie amiche e mi sembrava di essere in una dimensione parallela, mi sembrava di guardare la televisione!"
Lesbia: "Ma in che senso?"
Clodia: "Ero lì, immobile, estraniata dal mio malessere, ammutolita. Non partecipavo alle loro risate, alle loro parole, ero inerme, offuscata, assente. Sentivo i loro discorsi, provavo delle emozioni ed avevo delle opinioni, ma restavano tutte per me. Ero ammutolita."
Lesbia: "Non è strano, se non stavi bene, poi coi tuoi mal di testa di certo non si scherza. Sei forte di fronte qualsiasi cosa, ma coi mal di testa non si scherza. E' come un nemico inatteso che ti viene a trovare ogni tanto."
Clodia: "E' strano perché questa volta mi ha tirato fuori quel che ho dentro. Ha reso concreta una sensazione che avverto negli ultimi giorni. Un sentirmi lontana e anche un pò vuota, non so perché. Sto facendo scorrere le ultime giornate, con una rassegnata noncuranza. Alla mattina sono stanca, al pomeriggio sto in casa, non riempio il tempo come sono solita fare, correndo da una parte all’altra. Sto semplicemente in compagnia di me stessa. Ed è strano.”
Lesbia: “Non è poi così strano, ogni tanto, aver bisogno di avere un po’ di tempo tutto per sé. Non è strano ricercare la propria tranquillità e serenità.”
Clodia: “Non so se sia proprio un prendere tempo per me. Mi sento un po’ estranea a tutto, mi sento fredda e lontana. Per questo ti dicevo che era un po’ come guardare la televisione. Non sono mai stata così, normalmente sono io che cerco le mie amiche, dico loro il mio parere sui racconti che mi fanno, do loro un appoggio o lo cerco in loro. Forse perché è da un po’ che non mi faccio un sano pianto.”
Lesbia: “Forse è da tanto tempo che avevi bisogno di un momento tuo, e non te ne riuscivi ad accorgere. Eccolo qua, goditelo, gestiscitelo. Tienilo tutto per te. Ricorda che le persone a cui vuoi bene potranno capire. Chi hai attorno si fa molti meno problemi a prendersi i propri spazi, a ritagliarsi un luogo proprio, a risponderti come si sente di risponderti, di quanto tu non abbia mai fatto. Senza essere stronzi, senza cattiveria, ma semplicemente cercando ciò che li fa stare bene.
Dovresti tenerlo a mente anche tu, non credi?”
Clodia: “Si, dovrei.”

Non erano necessarie altre parole, solo una musica lieve, che sfumava da sottofondo l’atmosfera ovattata di quella telefonata.

The more I think, the less I see
when I'm able to walk
I'm queen of my world
I let it rain on my skin
I don't let myself down
I don't let myself down

I feel closer to the clouds
I'm touching all the highest leaves
on topo of the trees
It's my desire's release
we let it rain on our skin
you're holding my hand

sabato

Tremendamente insopportabile


Quando sono così mi darei delle martellate in testa, davvero. Sono proprio stronza, nient'altro che stronza. Insofferente anche, eccessivamente irritabile ed esageratamente arrogante. Credo che chiunque mi conosca non possa immaginare che io sia in grado di essere anche così. Appaio sempre pacata e tranquilla, stento ad incazzarmi anche quando ne sarei in diritto, evito perfino eccessivi musi lunghi.
Purtroppo se c'è qualcuno che è a conoscenza di questo mio lato oscuro sono senza dubbio i componenti della mia famiglia. Loro si che sanno quanto io sia davvero insopportabile.
Non so quale sia realmente il mio problema. Vorrei risolverlo, per questo ho provato ad appuntarmi una breve lista delle cose che potrei fare a proposito. Normalmente scrivermi i propositi, gli impegni, o semplicemente le cose che devo ricordarmi di fare, mi aiuta sempre, spero che possa riuscire anche ad indirizzare i miei comportamenti.

Punto primo
: non somatizzare= devo assolutamente smettere di somatizzare quando un qualcosa non va; tendo troppo a far scorrere situazioni che mi hanno infastidito, non rispondere con decisione su cosa voglio o non voglio fare. Questo potrebbe essere un motivo per cui ad un certo punto il mio grado di insoddisfazione, arrivato a livelli esasperati, non può far altro che portarmi ad esplodere.

Punto secondo
: devo assolutamente smettere di pensare, inconsciamente ed automaticamente, che ci sono persone a cui posso rispondere male ed altre no. Certo il sangue del mio sangue rimarra sempre tale, certamente loro mi vogliono più bene di chiunque altro, ma questa non è una giustificazione per farlo. Odio quando lo si da per scontato con me e non vedo perchè dovrei fare uguale.

Punto terzo
: ascoltare, sorridere e abbracciare= i propositi sono sempre buoni, ma non li metto mai in atto. Tutto il bene che voglio, l'affetto che sento e di cui spesso scrivo, dovrò dimostrarlo in qualche modo. Ammiro tanto mio padre e sarei contenta di assomigliargli il più possibile, ma per quanto riguarda i rapporti interpersonali spero di saper sforzarmi e avere risultati migliori di lui.

Punto quarto
: lavorare sull'irritabilità= non è possibile che una persona sia così tanto insofferente. Mi scaldo troppo, senza motivo. Devo cercare di controllarmi, di regolarmi.

Tante volte mi sono accorta, provandolo sulla mia pelle, che le persone si conportano male, senza tante attenzioni, con chi se lo possono permettere, o forse con chi glielo permette. Dovrei cominciare ad avere meno riguardi con chi non ne ha poi così tanti con me; d'altra parte dovrei averne tanti di più con chi mi vuole bene nonostante i miei musi lunghi o le mie rispostacce. Scusate.

lunedì

Buoni propositi

Carica dei suoi bagagli, delle sue vittorie settimanali e dei suoi soliti buoni propositi, Clodia torna ai suoi prati, ai suoi silenzi, ai suoi amori che le scaldano il cuore. Corre entusiasta verso il silenzio che domina i suoi luoghi più cari, il silenzio che caratterizza i luoghi della sua infanzia, quel silenzio dove le è quasi possibile sentire la volontà del suo animo. Un silenzio che dove ora vive è impossibile da trovare, in quella grande città, più grande di lei e delle sue aspettative, a cui lei vuole dare solo il significato di una parentesi passeggera.
Sale su quel treno con l'entusiasmo e la consapevolezza che una volta arrivata sarà a casa.
Ed eccola lì, quindi, tra le sue mura di casa. Convinta che non fosse altro che quello che aspettava.
E lo è, è lei, la sua casa. Anche se non sa più dove siano i buoni propositi che la animavano appena partita. Le sembra impossibile che siano passati solo pochi giorni da quando si era promessa di professare e dimostrare il suo amore ai suoi cari, di essere un pò meno chiusa e schiva del solito, di fargli arrivare al cuore di coloro a cui vuole bene, almeno per una volta, quello che aveva sentito mentre era lontana.
Ma era qui, ora era qui, e si sentiva paralizzata nel farlo, incapace, colpita da non so quale blocco che le impediva di essere quell'eruzione di affetto che aveva promesso a se stessa.
Chissà per quale motivo si lasciava infastidire dalle solite cose, a cui tante volte pensava con tenerezza quando era lontana. Che cose incredibili riesce a fare la lontananza, la mancanza, semplici gesti che spesso irritano e infastidiscono, finivano col essere pensati con malinconia.
Forse il segreto sarebbe tenere strette quelle sensazioni, quella mancanza che si avverte nell'essere altrove, per poi sfruttare al meglio questo tempo che si ha a disposizione. Questo tempo ormai fatto di semplici parentesi.
Di nuvole passeggere.