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giovedì

Nessuno sa chi sono

Ma perchè nessuno sa chi sono? Che sia perchè a volte stento a saperlo anche io.
Tuttavia non credo a quello che le mie orecchie a volte son costrette a sentire, da chi crede di volermi far sentire al top ed invece non fa altro che caricarmi di pesi che non voglio, non ammetto più di avere.
Ormai ho deciso e sono irremovibile. Credo che tante volte sia estremamente difficile giungere a determinate consapevolezze, che ora non ho nessuna intenzione di stare ad ascoltare certe ingiurie.
Sono conscia di non avere in tanti frangenti il carattere migliore del mondo, so di essere spesso scontrosa ed eccessivamente permalosa. Ma so di non essere egoista, so di non essere particolarmente gelosa. So di essere molto fortunata, ma credo anche di essere estremamente riconoscente e soprattutto rispettosa delle mie possibilità; credo anche di affrontarle con umiltà, sempre.
Per questo certe parole a volte mi feriscono enormemente. Forse non sempre sono volute, ma arrivano dentro e ci restano, purtroppo.


Questo messaggio sa dove dovrebbe arrivare.
Sono grata alla bambina che ero e alla ragazza che l'educazione che ho ricevuto ha saputo creare. Tante volte mi sento fiera di me e di quel che sono. Spero di non essere l'unica.

sabato

Tremendamente insopportabile


Quando sono così mi darei delle martellate in testa, davvero. Sono proprio stronza, nient'altro che stronza. Insofferente anche, eccessivamente irritabile ed esageratamente arrogante. Credo che chiunque mi conosca non possa immaginare che io sia in grado di essere anche così. Appaio sempre pacata e tranquilla, stento ad incazzarmi anche quando ne sarei in diritto, evito perfino eccessivi musi lunghi.
Purtroppo se c'è qualcuno che è a conoscenza di questo mio lato oscuro sono senza dubbio i componenti della mia famiglia. Loro si che sanno quanto io sia davvero insopportabile.
Non so quale sia realmente il mio problema. Vorrei risolverlo, per questo ho provato ad appuntarmi una breve lista delle cose che potrei fare a proposito. Normalmente scrivermi i propositi, gli impegni, o semplicemente le cose che devo ricordarmi di fare, mi aiuta sempre, spero che possa riuscire anche ad indirizzare i miei comportamenti.

Punto primo
: non somatizzare= devo assolutamente smettere di somatizzare quando un qualcosa non va; tendo troppo a far scorrere situazioni che mi hanno infastidito, non rispondere con decisione su cosa voglio o non voglio fare. Questo potrebbe essere un motivo per cui ad un certo punto il mio grado di insoddisfazione, arrivato a livelli esasperati, non può far altro che portarmi ad esplodere.

Punto secondo
: devo assolutamente smettere di pensare, inconsciamente ed automaticamente, che ci sono persone a cui posso rispondere male ed altre no. Certo il sangue del mio sangue rimarra sempre tale, certamente loro mi vogliono più bene di chiunque altro, ma questa non è una giustificazione per farlo. Odio quando lo si da per scontato con me e non vedo perchè dovrei fare uguale.

Punto terzo
: ascoltare, sorridere e abbracciare= i propositi sono sempre buoni, ma non li metto mai in atto. Tutto il bene che voglio, l'affetto che sento e di cui spesso scrivo, dovrò dimostrarlo in qualche modo. Ammiro tanto mio padre e sarei contenta di assomigliargli il più possibile, ma per quanto riguarda i rapporti interpersonali spero di saper sforzarmi e avere risultati migliori di lui.

Punto quarto
: lavorare sull'irritabilità= non è possibile che una persona sia così tanto insofferente. Mi scaldo troppo, senza motivo. Devo cercare di controllarmi, di regolarmi.

Tante volte mi sono accorta, provandolo sulla mia pelle, che le persone si conportano male, senza tante attenzioni, con chi se lo possono permettere, o forse con chi glielo permette. Dovrei cominciare ad avere meno riguardi con chi non ne ha poi così tanti con me; d'altra parte dovrei averne tanti di più con chi mi vuole bene nonostante i miei musi lunghi o le mie rispostacce. Scusate.

lunedì

E' da quando son piccola che amo scrivere un diario. Come per fare il punto della situazione, come per cercare di capire e afferrare cosa sono e dove voglio andare, come per rassicurarmi dopo una giornata storta. Non che una semplice pagina bianca possa avere portentosi poteri, ma scrivere le mie disavventure così come scorrono nella mia mente mi ha sempre recato un pò di sollievo.
Chissà perché.
Dopo una litigata con un'amica o un amore, dopo una delusione o un incomprensione, ma anche dopo un momento particolarmente felice o sereno.
Oggi sono qui a scrivere di come, forse stupidamente, abbia deciso di riaprire un capitolo che ormai sapevo non potesse far parte della mia vita, dei miei interessi. Ma l'ho fatto, forse solo perché ne ho bisogno, forse per essere più a posto con la mia coscienza, forse... Sinceramente in questo momento, non so bene il perché. So che un mese passa veloce, so che è stato il mio primo passo della mia crescita verso il mio futuro, per cui, anche questa volta non potrà che farmi bene.
Il fatto è che cercare di arrivare a fine giornata, sperare che le ore passino veloci, voler arrivare al venerdì, è un processo che mi infastidisce incredibilmente; anche se certamente "andare a lavorare" prevede anche questi meccanismi, che probabilmente sono pressoché automatici e inevitabili.
Daltronde le ore dovrebbero scorrere tranquille, secondo il loro naturale corso, perché mettergli fretta, tante volte scorrono troppo veloci e non si riescono neppure ad afferrare. Per esempio l'ultimo anno della mia vita è corso via freneticamente, senza neanche che mi riuscissi a rendere conto di cosa avveniva, senza riuscire precisamente ad afferrarlo, a rielaborarlo.
Lo so, mi sento una bambina a pensare tutto ciò, se lo sapesse mio padre non ne sarebbe di certo felice, lui che vive le sue giornate fra il lavoro e lo stress, solo per darmi la possibilità di essere qui in questo momento a crucciarmi, lui che forse non avrebbe nemmeno il tempo di stare a lamentarsi. Tuttavia, se non mi sfogo col mio diario con chi posso farlo!?
In fondo, mi piace soltanto credere che se un giorno farò un lavoro che mi piace, forse non vivrò le mie giornate in questo modo.
E questa è la mia speranza, l'ottimismo che in fondo mi contraddistingue. Sono io.