mercoledì
Aria di primavera
lunedì
You can fill my void
mercoledì
L'andare e il tornare
Solo gli abbracci esprimono il sentimento nella sua interezza.
Non rimane altro da dire persi in un abbraccio senza respiro.
Questa è l’essenzialità che può tutto, la leggerezza che vado cercando.
Semplicemente un abbraccio.
Sto arrivando. Per l’ennesima di non so nemmeno io quante volte, sto arrivando. Scenderò dal treno e forse ti troverò sul binario ad aspettarmi. Forse avrai le braccia spalancate e ci abbracceremo, mi porterai la borsa e io ti seguirò.
Ma ancorà non ti starò amando come posso fare.
Tutto avverrà in modo graduale. Stringendoti la mano ti riconoscerò, in un tenero bacio proverò l’amore. E poi, come se nulla fosse, saremo di nuovo noi, come da tanto tempo siamo, in un modo ogni giorno differente.
La nostra storia è lunga, ma come spesso mi piace immaginare le strade che devo percorrere – probabilmente per renderle più afferrabili e percorribili – è composta da parti, da fasi, da step. Nonostante sia ogni volta spaventata dal cambiamento, dalla necessità di coordinarsi e tornare nuovamente ad essere compatibili, ho ormai capito che anche la paura è una fase necessaria del mio modo di essere.
Ed eccoci allora in macchina insieme, a percorrere una strada, una nuova o la stessa di tante altre volte, vicini, silenziosi, ma insieme.
sabato
Opposti e contrari

E la solita voglia di essere migliore, che non trova una propria definizione? E' quell' insoddisfazione che spesso torna a farmi visita?
Pianifico cose, come al solito, penso e faccio lavorare la testa più del dovuto.
E in tutto ciò penso al mio lui. Tante volte specchio del mio animo, punto fondamentale con cui confrontarmi, sfogarmi e consolarmi. Altre volte muro inaccessibile da cui vorrei maggiori risposte, che vorrei infrangere e conoscere, il quale sa ferirmi e deludermi con piccoli gesti.
Vorrei essere imperturbabile, insensibile, non così vulnerabile. Ma per quale motivo dovrei ambire ad esserlo? Non lo sono forse divenuta anche troppo?
Vorrei non soffrire, per non dubitare, per non essere preoccupata.
Tuttavia questi forze che cerco di costruire in me stessa mi fanno perdere anche la forte gioia, l'allegria pura, la voglia di ridere sguaiatamente, di divertirmi senza freni e senza remore.
Probabilmente ogni esperienza segna la nostra vita irrimediabilmente. La mia è stata segnata anni fa ed ora non posso pretendere di essere quel che non sono, ormai sono divenuta anche gelosia, paura, dubbio, ma allo stesso tempo sono una persona più disillusa, meno dipendente e con la voglia di definire e disegnare la propria vita a proprio piacimento, cosa che un tempo stentavo a fare.
E così si torna ai contrasti, ai moti dell'animo tra loro convergenti che spesso si scontrano nella mia mente.
Sono una brava mediatrice.
Saprò farli coesistere pacificamente.
giovedì
Attesa
Tutto al di là di noi mi sembra nulla.
Siamo qui, finalmente insieme
e non riesco ad afferrarti.
La mia sete di te,
la mancanza mai espressa,
taciuta persino a me stessa,
non riesce a saziarsi.
Sono indifferente e disinteressata
a ciò che ci sta intorno
sono quasi irritata
dalla violenta presenza di questa città,
dal dovere di percorrerla,
dall'obbligo di conoscerla.
Solo il nostro semplice essere noi
potrà ricompensare questo lungo viaggio.
Solo quegli sguardi, quei discorsi,
solo le parole e i silenzi
potranno farci sentire a casa.
Resto qui ad attenderti
amore mio,
e con questa nuova consapevolezza,
sarà una meravigliosa attesa.
martedì
Il torpore dei sogni
Nervosa, probabilmente adirata. Ma non è lui il motivo della mia rabbia.
Ero furiosa con me stessa perchè incapace di spronarlo, di motivarlo. Di fargli fare un passo in una qualunque direzione.
Tante volte mi innervosiva il suo atteggiamento: la sua lentezza, il suo essere immobile di fronte alla vita, quell'essere quasi demotivato, mal si accoppia con la persona carica di interessi e di conoscenze che io vedevo in lui. Aveva insite in sè forti contraddizioni: da un lato la sua pacatezza nei movimenti, nelle azioni, nelle più semplici decisioni; d'altra parte il suo carattere irascibile e istintivo, che lasciava trasparire la sua rabbia, la sua indignazione, un modo di esprimersi forte e deciso, che io non ho mai saputo tirar fuori.
Come altre volte mi era capitato, di fronte ad una persona che amo, mi sono sentita inerme e inutile. Non ho mai saputo accettare l'impossibilità di fare qualcosa, la mia incapacità di porgere sulla sua mano una soluzione tangibile. Oltre a mille parole.
Tuttavia, probabilmente, nemmeno lui sapeva quali fossero le risposte di cui aveva bisogno.
Era solito stare lì, immobile, ad aspettare che le cose lo prendessero a sè, come se il s
olo provare a prenderle fosse un'ambizione troppo grande. Lui stava lì, semplicemente di fronte, ad aspettare che esse lo attraversassero, che lo pervadessero completamente.Spinto dall'inerzia del proprio animo poteva condurre i viaggi più impensati, trasportato dalla quiete dei suoi pensieri.
Ho chiuso quella porta alle mie spalle, ma solo per oggi.
Per lasciarlo libero di sfrecciare coi capelli all'aria nel torpore dei suoi sogni.
mercoledì
Un ragazzo dagli occhi brillanti

Era lì, disteso sul mio letto immerso in queste immagini a pensare a chissà cosa. Il suo sguardo era intenso e pareva carico di pensieri, ma più volte lo avevo interrogato su cosa stesse pensando, o cosa stesse guardando. Lui rispondeva nulla e io continuavo a chiedermi come fosse possibile.
Lui era Noé, il mio innamorato.
Non c'era da chiedersi troppo sul suo comportamento, sapeva essere tante volte estremamente contraddittorio: impegnato e corrucciato dai suoi pensieri, preferiva sempre non esporli e tirarli fuori, come se farlo volesse dire affrontarli e renderli una realtà; a volte pensava solo a lavorare, a guadagnare, ad accumulare, con incredibile maturità ed ammirabile impegno, altre stava immobile a far scorrere il suo tempo, come se lo stare a guardarlo fosse un modo per farlo restare immobile.
Improvvisamente mi ero ritrovata innamorata di lui. Un attimo prima eravamo a ridere e scherzare, a divertirci insieme come due compagni di scuola alle prime scorribande, a ballare fino alla mattina; un attimo dopo eravamo noi.
Eravamo noi fra gli amici, noi ad ascoltare i concerti o a berci una birra; eravamo noi ai fornelli o seduti nello stesso ristorante per delle sere di fila, in una piccola isola quasi fuori dalla nazione. Eravamo noi felici o a soffrire, negli errori, nei cambiamenti, nel crescere insieme.
Forse un giorno la vita ci avrebbe allontanato, forse un giorno lo faranno le nostre scelte o quel che saremo diventati; oppure cresceremo insieme e resteremo compatibili.