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mercoledì

Aria di primavera

Testa pesante e affaticata.
Un dolore lancinante crepa le sue emozioni.
Era pronta ad essere felice gioiosa, ora completa.

L'aria di primavera turba la sua mente, indebolisce le sue membra?
Ci sono pensieri latenti che alimentano questa confusione?

E pensare che vorrebbe solo vivere i momenti, con intensità.

martedì

Il torpore dei sogni

Dopo ore di discorsi sono ripartita. Ho chiuso quella porta lasciandomi alle spalle ore di silenzi, ore di puntualizzazioni e sottolineature, e - soprattuttto- il suo viso. Mi guardava coi suoi grandi e profondi occhi, ma questa volta non sorridevano.
Nervosa, probabilmente adirata. Ma non è lui il motivo della mia rabbia.
Ero furiosa con me stessa perchè incapace di spronarlo, di motivarlo. Di fargli fare un passo in una qualunque direzione.
Tante volte mi innervosiva il suo atteggiamento: la sua lentezza, il suo essere immobile di fronte alla vita, quell'essere quasi demotivato, mal si accoppia con la persona carica di interessi e di conoscenze che io vedevo in lui. Aveva insite in sè forti contraddizioni: da un lato la sua pacatezza nei movimenti, nelle azioni, nelle più semplici decisioni; d'altra parte il suo carattere irascibile e istintivo, che lasciava trasparire la sua rabbia, la sua indignazione, un modo di esprimersi forte e deciso, che io non ho mai saputo tirar fuori.
Come altre volte mi era capitato, di fronte ad una persona che amo, mi sono sentita inerme e inutile. Non ho mai saputo accettare l'impossibilità di fare qualcosa, la mia incapacità di porgere sulla sua mano una soluzione tangibile. Oltre a mille parole.

Tuttavia, probabilmente, nemmeno lui sapeva quali fossero le risposte di cui aveva bisogno.
Era solito stare lì, immobile, ad aspettare che le cose lo prendessero a sè, come se il solo provare a prenderle fosse un'ambizione troppo grande. Lui stava lì, semplicemente di fronte, ad aspettare che esse lo attraversassero, che lo pervadessero completamente.
Spinto dall'inerzia del proprio animo poteva condurre i viaggi più impensati, trasportato dalla quiete dei suoi pensieri.

Ho chiuso quella porta alle mie spalle, ma solo per oggi.
Per lasciarlo libero di sfrecciare coi capelli all'aria nel torpore dei suoi sogni.

un'altalena


Clodia cresce, il tempo passa, guarda la sua vita e il tempo che scorre via senza aspettare nessuno. Vorrebbe essere in grado di guardarlo con uno sguardo che non è semplice guardare, ma è più un toccare, un afferrare il suo cambiamento, il cambiamento attorno a lei, nelle persone che ha accanto, che da vicino, o da lontano, seguono il suo cammino.
La sua vita, come un altalena è un pò lunatica e volubile: un momento è su di giri, felice e serena, poi d'un tratto è persa nei suoi pensieri e malinconica. L'altalena della sua vita passa da momenti tranquilli, in cui tutto gira in un tempo immobile e sempre uguale, in una sensazione di continua attesa, a istanti in cui come in una giostra tutto gira vorticosamente senza la forza e la capacità neppure di afferrare quello che si sta vivendo.
Nel puzzle di viaggi, di esperienze, di momenti, che compone la sua vita, forse dovrebbe riconoscere un qualcosa che le potrebbe dire chi è e dove deve andare.
Clodia cambia e ripensa ai giorni in cui ancora le piaceva ripetersi che la direzione giusta in cui andare era senzadubbio quella dei desideri. Ma oggi, così diversa, si chiede se invece non sia il caso di scoprire quali siano i suoi desideri.