Triste e inconcludente si muoveva per le stanze vuote. Nessuno poteva sentirla, nessuno riusciva a vederla. Lo sapeva. Anche una sola presenza umana avrebbe potuto alleviare il suo umore.
A rilento pensava, svogliatamente faceva, come se ogni cosa non avesse importanza. Come se un semplice giorno avesse potuto spazzare via la sua serenità, quell’allegria che aveva caratterizzato le ultime settimane.
Gliel’avevano detto: “Sei triste vero?” E lei aveva negato. Non lo era veramente. Ma allora cos’era stato, un brutto presagio, o un commento di chi sapeva vederle dentro?
Ed ora era qui a fare i conti con quella stessa solitudine di un tempo. Come se nessun cambiamento fosse avvenuto, nessuna maturazione, crescita, come se non avesse ancora imparato a stare al mondo.
Da sola.
Tutti potevano invidiarla. Un’intera casa tutta per lei, non aveva catene, sarebbe potuta uscire, se solo l’avesse voluto, se avesse voluto voglia di farsi due passi. Eppure stentava, restava chiusa e protetta, come se quel luogo potesse proteggerla, potesse farla sentire in quella casa a cui oramai si era di nuovo abituata.
Ma lei se ne fregava degli altri. Aveva imparato a stare da sola, ma odiava le intere giornate. Lei non era una solitaria e non lo sarebbe mai stata. Necessitava di qualche ora tutta per sé ogni tanto, ma qualche ora era sufficiente. In compenso odiava mangiare da sola, le aveva sempre dato i nervi, odiava non poter parlare con nessuno, non fare una pausa caffè in compagnia.
martedì
Soletta
giovedì
mercoledì
Farneticare la fine, sognare l'inizio
Dicembre è corso via, se n'è andato e con lui l'anno passato.
Così scorre via giorno dopo giorno e più il tempo passa, più io fatico ad afferrarlo. E' un inevitabile destino.
Continuo a fare programmi che si frantumano da soli, prendo decisioni sofferte, soppesando le alternative possibili, per poi trovarmi di fronte ad un scelta scomoda e indesiderata.
E' il mio modo di stare al mondo, che a volte sento un po' stretto. Ma devo farmene una ragione.
Non ha senso soppesare o fare stupidi inventari di ciò che è stato. Ci sono delle cose da cambiare come sempre; ci sono obiettivi raggiunti e nuove mete ancora da scoprire.
Un tempo ero certa che inventare il proprio futuro fosse meraviglioso. Questo è vero, avere la libertà di poter plasmare a proprio piacimento quel che sarà è una libertà che non tutti hanno. D'altra parte a volte vorrei poter star tranquilla, che la vita potesse scorrere così come deve, con la metà delle paranoie che la mia mente continua a farsi.
Era tanto che non farneticavo un pò. Ogni tanto amo prendermi un pò di tempo per farlo.
Sull'orlo della grandezza
Quando t'investe un sentimento vero
che è come l'uragano
e tu hai paura
di perdere la luce
e di smettere di vedere le piccole cose
di ogni giorno
E pensi che qualcuno
inopinatamente
voglia darti
qualcosa sulle spalle
non capisci se é un cadavere
o una grande vittoria
allora tremi dalla paura
e non sai chi sia il portatore
di questa chiamata
che ti prende le gambe
e te le fa tremare
vorresti parlare
e ti si inceppa il volto
vorresti ridere
e diventi un ghigno di lebbra
ad un certo punto
ti senti bello come Lucifero
e non sai
che questa resurrezione
non é un'adolescenza
ma é la maternità della luce
che hai sempre avuto nel grembo.
Alda Merini - Musica Giovanni Nuti
domenica
Una domenica mattina
Mattinata soleggiata e serena.
Un insolito silenzio fuori dalla finestra. Le strade deserte e isolate. La città è fuori dal tempo ed estranea al suo spazio.
Sono disorientata, ma serena e positiva.
In una giornata come questa non si può non esserlo. Fuori il freddo è penetrante, ma il sole che flebile scalda il mio viso, mi da la forza e la speranza di resistere.
Tante volte sono sufficienti questi raggi di sole per essere felice.
Tante volte nemmeno li avvertiamo, persi e distratti nei nostri lamentosi pensieri.
Tuttavia oggi mi sembra doveroso fermarmi un istante e ammettere di essere serena.
In questa mattinata come tante altre. In questa mattinata tutta mia.
Un insolito silenzio fuori dalla finestra. Le strade deserte e isolate. La città è fuori dal tempo ed estranea al suo spazio.
Sono disorientata, ma serena e positiva.
In una giornata come questa non si può non esserlo. Fuori il freddo è penetrante, ma il sole che flebile scalda il mio viso, mi da la forza e la speranza di resistere.
Tante volte sono sufficienti questi raggi di sole per essere felice.
Tante volte nemmeno li avvertiamo, persi e distratti nei nostri lamentosi pensieri.
Tuttavia oggi mi sembra doveroso fermarmi un istante e ammettere di essere serena.
In questa mattinata come tante altre. In questa mattinata tutta mia.
mercoledì
Farneticare fra le stelle

I miei pensieri sono persi
nel vuoto della mia tristezza.
Cos'è questa sensazione che mi affligge?
Nostalgia? Malinconia?
O forse è la solita indecisione
quell'inevitabile dubbio costante sul da farsi,
su due semplici opzioni.
Vorrei essere più sicura, più determinata.
Ma cosa manca ora?
Cosa stento ad afferrare?
Mi sento sola, come tante notti prima di questa,
ma so che devo proseguire,
la mia solitudine non potrebbe arrestarsi nemmeno di fronte ad una moltitudine di gente.
La decisione è presa,
la strada è da percorrere,
non come una pena,
ma con la consapevolezza di una scelta
che è stata e poteva non essere,
che è quel che voglio vivere
quel che voglio essere.
martedì

un semplice scatto del mondo che ci circonda
un istante, un attimo - per sempre-
www.flickr.com/photos/morganbencivenga/
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tanti altri scatti
altri attimi
altre immagini che riempiono il cuore
nei racconti e nella galleria qui sotto citata.
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