Triste e inconcludente si muoveva per le stanze vuote. Nessuno poteva sentirla, nessuno riusciva a vederla. Lo sapeva. Anche una sola presenza umana avrebbe potuto alleviare il suo umore.
A rilento pensava, svogliatamente faceva, come se ogni cosa non avesse importanza. Come se un semplice giorno avesse potuto spazzare via la sua serenità, quell’allegria che aveva caratterizzato le ultime settimane.
Gliel’avevano detto: “Sei triste vero?” E lei aveva negato. Non lo era veramente. Ma allora cos’era stato, un brutto presagio, o un commento di chi sapeva vederle dentro?
Ed ora era qui a fare i conti con quella stessa solitudine di un tempo. Come se nessun cambiamento fosse avvenuto, nessuna maturazione, crescita, come se non avesse ancora imparato a stare al mondo.
Da sola.
Tutti potevano invidiarla. Un’intera casa tutta per lei, non aveva catene, sarebbe potuta uscire, se solo l’avesse voluto, se avesse voluto voglia di farsi due passi. Eppure stentava, restava chiusa e protetta, come se quel luogo potesse proteggerla, potesse farla sentire in quella casa a cui oramai si era di nuovo abituata.
Ma lei se ne fregava degli altri. Aveva imparato a stare da sola, ma odiava le intere giornate. Lei non era una solitaria e non lo sarebbe mai stata. Necessitava di qualche ora tutta per sé ogni tanto, ma qualche ora era sufficiente. In compenso odiava mangiare da sola, le aveva sempre dato i nervi, odiava non poter parlare con nessuno, non fare una pausa caffè in compagnia.
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martedì
Soletta
venerdì
Apatia momentanea
Saranno probabilmente le emozioni trattenute, le lacrime bloccate, o anche i sorrisi dovuti, gli interessi eclissati, ma quella di Clodia è al momento una vera e propria apatia. Incapace di prendere possesso di se stessa, dei suoi sentimenti, si sente gelida e congelata, come il clima che negli ultimi giorni sta attenuando le speranze di sole e di una primavera prematura.A volte ha come l'impressione che le giornate e il tempo che le contraddistingue, siano in linea coi suoi sbalzi d'umore, anche se sarebbe più plausibile il contrario. Tuttavia le condizioni atmosferiche degli ultimi giorni sembravano intenzionate a congelare le emozioni e le lacrime conservate nelle palpebre rigonfie, come quelle della settimana scorsa la aiutavano nei dovuti sorrisi e nell'obbligata cortesia.
Quest'apatia, vista in questi termini, non è poi così incomprensibile. E' solo una chiara conseguenza dello scorrere degli eventi. Certo la irrita e la deprime esserne colta, vista la sua propensione al mantenersi continuamente attiva, produttiva e dinamica. Ma forse ogni tanto un pò di pensieri su di se, per cercare di riafferrare quel che si è, è l'unico modo per agire nel modo giusto.
Oggi si sta alzando il vento. Porterà via tutto, tutto cambierà, di nuovo, come sempre.
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