martedì

Entusiasmi


I ragazzi che si affrettano, per arrivare in tempo a vedere l'inizio del concerto. Perché così che succede ai festival, si corre da un palco all'altro per incastrare tutto, il più possibile, che a mangiare ci si va solo quando non si ha nulla da fare.
La voglia di fare bene, di stare insieme.
Le preghiere contro la pioggia. Il non essere sconsolati, nemmeno se piove.

L'inaspettato di un incontro che ti è venuto a cercare per la voglia di vedere che effetto facesse.
Il vedere con occhi diversi, chi da troppo era una stupida fissazione. Finalmente.
L'emozione di un concerto per te soltanto. Accorgersi della piacevolezza di decidere il dove e il quando. Solo per la voglia di soddisfare ciò che ti piace.
Lo scoprirsi in parole dette e non dette. Negli sguardi rubati.

Così, l'entusiasmo diventa una parola chiave.
Nella bellezza dell'essere stupiti.

giovedì

I tauri

Momenti appesi
parentesi dalla vita
per riprendere contatto
nei colori, negli odori,
nel rumore del mare che sale.

Nel borgo di Taurisano
il tempo è fermo
gli uomini ti imbarazzano guardandoti
come stesse passando una tarantolata.
Allora a schiena dritta e mento alto
cammino come fosse un esercizio di seduzione latente

Ferma sui tetti
penna alla mano
scrivo
di un angolo di mondo
in cui trovare rifugio.

martedì

Oltre


Una finestra che aspetta nuovi orizzonti
che tiene in sé le delusioni e le amarezze,
le indecisioni e gli slanci mancati,
i voglio, che a poco a poco
si definiscono col sopraggiungere dei non voglio.

Una finestra che - se aperta - scopre uno splendido panorama.
Proprio lì di fronte.

Vado oltre.
Come si dice dalle mie parti.

giovedì

Resti qui


A guardare dal tuo terrazzo il mondo che passa. La Mille Miglia passa ogni anno ed ogni anno la sei stata a guardare. Tu, grande uomo, colonna di una famiglia di vite intrecciate ed indaffarate.
Quanti sogni avevi per noi. Ma tutto andava bene, l'importante era essere felici ed insieme.

Non ti penso come potrei. Mi riempio le caselle di impegni da depennare e così non c'è tempo per la malinconia. Non c'è tempo per pensiero di noi due che andiamo al mare, di me che guido la tua macchina e ti porto giù dalla tua amata Milano, verso la Romagna Nostra. Non c'è tempo per pensare alle spremute che più ci farai, a te che non sarai più a capotavola a raccontarci gli aneddoti di una vita, e te li ricordi tutti, non c'è tempo per pensare a tu che vinci un prosciutto o mi racconti in una lunga telefonata la tua giornata, o una visita medica, nei particolari, nelle rassicurazioni, perché anche se sono grande vuoi per me solo sorrisi.

Non c'è tempo per pensare e io continuo a non farlo. E così tu te ne sei andato fra un mare di lacrime, le mie, le nostre.
Ma non c'è niente di non detto, di non fatto, il tempo insieme è consumato nello stare insieme.
Ed io continuo, giorno dopo giorno, a non aver tempo di pensare che non ci sei più.

Caro Principe,

Sai che c'è?
Non voglio aspettare chi non c'è chi sfugge chi è troppo impegnato per me chi non mi mette mai all'inizio della lista chi non sa chi non dice chi non viene a prendermi chi se ne scompare come su una bicicletta quando si pedala veloce chi non mi parla guardandomi negli occhi chi non mi prende per mano e mi porta via chi non è chiaro e diretto chi non mi dice come stanno le cose chi gioca chi c'è solo quando non ha nulla da fare.

Questo non è quel che cerco.
Cerco te. Tutto per me, per me soltanto. Pronto a passare sotto la mia finestra arancione e dirmi di scendere e scappare via lontano assieme. Verso i colli, che qua non ci sono, verso i prati, che sogno la notte, verso il mare, che porto dentro.

Non chiedo altro.
Non è poco. Ma io so che arriverai.
Non aspetterò altro.

A presto

Donna D'altritempi

sabato

Sabato e laMENTA


C'è odore di menta, in questo sabato pomeriggio.
Svogliatamente penso alle cose da fare, con la consapevolezza che la lista oggi non sia particolarmente obbligatoria. Mi piacciono questi momenti, in cui procastinare è lecito.

Il nostro pranzo per tre si è appena concluso e restiamo qui. Io e gli uomini della mia vita.
Ognuno nel suo angolo preferito della casa decide come proseguire la sua giornata.
Solitaria.

Mio padre sale sul suo tosaerba.
Questi momenti nella natura credo lo riportino alle sue origini. Al padre che se n'è andato e la madre che curava l'orto. Io lo guardo e sono felice di lasciarlo senza parole, senza le domande che a volte nemmeno io so fargli, senza turbamenti. Solo in mezzo al suo prato lo vedo leggero e felice.

Mio fratello è in cuffia oggi. E' diventato un collezionista di momenti e lo osservo in questo. Divide le sue giornate in pillole da gustarsi, in parentesi ben studiate, che solo un ingegnere potrebbe incastrare con tale maestria. Quando il relax non è congenito, è necessario pianificarlo.

Esce il sole. Sposto il tavolo per prendermi tutti i raggi che, da nuvole indefinite, riescono a farsi posto.
E resto qui, a guardarli.
Come la scimmietta di mio nonno, che abbracciandosi le gambe, se ne sta raccolta e silenziosa in giardino.