
Una finestra che aspetta nuovi orizzonti
che tiene in sé le delusioni e le amarezze,
le indecisioni e gli slanci mancati,
i voglio, che a poco a poco
si definiscono col sopraggiungere dei non voglio.
Una finestra che - se aperta - scopre uno splendido panorama.
Proprio lì di fronte.
Vado oltre.
Come si dice dalle mie parti.
1 commento:
mi è venuto in mente il maestro e l'agognato fiume, oltre il quale, ebbene sì! oltre il quale ancora non osiamo andare...
senti come taglia.
"Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,
la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell'opulenza
si alzi il secco ramo della tosse, che latra
il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita
mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.
Non imparerò per questo a meglio amarti,
però sloggiato dalla felicità
saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.
Questo voglio capirlo, ma mi inganno:
sarà necessaria la brina dell'architrave
perché colui che si ripari sotto il portale comprenda
la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l'aroma
dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.
Tanto lontano ormai da te
come un occhio dall'altro,
da questa avversità che assumo nascerà adesso
lo sguardo che alla fine ti meriti."
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