martedì

Questione di prospettiva


Devo consegnare il lavoro tra un’ora. Odio essere presa dalle scadenze, perché procrastinare mi contraddistingue. Non è facile scrivere quando tutto è confuso. Non è facile capire. Fuori dalla finestra il traffico continua ad essere incessante, le auto si seguono ed incrociano, suonano e brontolano. Semplici metafore degli animi turbolenti. Dalla mia finestra arancione al primo piano questi isterici animali delle strade, sono ancora più vicini.

Decido di uscire.

Sono certa che Bona, il geometra del quinto piano non sia ancora andato a fare la spesa. Ed infatti, fin da fuori la sua porta, si sente alto il volume della televisione. Chissà perché gli anziani si ostinano a guardare Forum. Suono, saluto e prendo posto sulla cassapanca che sta sotto la finestra. Mi raggomitolo bene, con le mie lunghe gambe strette fra le braccia e il mento appoggiato sopra alle ginocchia. Bona ha già messo su il caffé, ma sa che non è giornata per i racconti sui Navigli navigabili, anche se so che in questi tempi in cui essi sono solo putride alghe, la sua voglia di ricordare i tempi passati è ancora più forte.

Guardo fuori il mondo, sperando di scoprire dentro l’uomo. Da quassù, cambiando prospettiva, gli affanni di tutti i giorni acquistano una dimensione d’insieme, le crepe dei castelli che ogni giorno costruisci sono meno distinguibili e la solida quercia è visibile nella sua interezza.

E l’importante è che tutto funzioni.

giovedì

La trasformazione arriva e non te ne accorgi.
Tu sei lì che credi di aver sistemato tutti i pezzi e lei arriva.

Tu che pensavi fosse rivoluzione,
sei troppo travolta perché possa essere consapevole,
troppo involontaria per esserlo.

mercoledì

A Marinella

Marinella ama i colori, ha voce sonante e il suo moto é incline all'esagerazione, intesa in quell'attitudine che da colore alla vita e rende consapevoli i momenti vissuti, la sua esistenza é riempita di parole, persone, racconti.
Anche a lei il piccolo paesino stava stretto, per questo decise di fare i bagagli e respirare aria nuova. Lasciò il suo nome in pegno a sua madre e suo padre e si creò una nuova vita.
In cuor suo sapeva che anche se tutto il passato fosse oramai lontano, se una parte di esso se n'era andato, tutto quel che un tempo era restava impresso in lei come una cicatrice che firma i momenti e ferma gli istanti. Le persone anche da lontano, restano in viaggio con noi nelle scelte, nei cambiamenti e negli incontri. É così che saprà accogliere al meglio i nuovi venuti e tenere stretti a sé coloro che se ne sono andati.
Il suo fratello maggiore continuava a vegliare su di lei e a dosare i suoi sentimenti per far si che la sua forza fosse anche di coloro che aveva in protezione, quasi come se la sua cura fosse da una vita una questione di importanza secondaria. Il fratello più piccolo ogni notte passava a posarle una mano sulla testa e, aprendo il suo volto in un sorriso, le ricordava quanto fosse bella la vita.
Quella notte una nuova consapevolezza seppe donarle sogni tranquilli, ovvero la certezza che la vita, nel suo insieme, fosse una fantastica centrifuga di esperienze.

venerdì

giovedì




Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorges Luis Borges

mercoledì



















Maledetto Chiodo fisso.
Attaccato alla testa,
quasi fosse una sanguisuga
impedisce di pensare in modo consapevole.

La dipendenza dalle presunzioni
non permette di agire in modo invulnerabile.
Ci sarà odore di cerino spento
senza che nessuna fiamma sia mai stata accesa.

martedì

Quando l'inaspettato ti cade addosso

il resto

palliativo che colora la quotidianità

si ridimensiona.