Bionda, bassa, riccia.
La donna Onyx che alla tenera età di 42 anni sgambetta rumorosamente per i corridoi del suo ufficio. Un ufficio in cui la fa da padrona, in cui il solo rumore dei suoi passi provoca timore e incertezza. Più si fa arrabbiata e rumorosa e più da credito di sé, soprattutto a sé stessa e il suo vacillante ego.
Arriva sui suoi trampoli, appoggia la borsa, cerca qualche cosa che non vada sulla sua scrivania e mi chiede un caffè. Il primo che le faccio nella giornata: prendo la cialda e il bicchiere, li posiziono, prendo la bustina e la sbatto, controllo l’altezza del caffè, che deve essere alto un dito, non di più e non di meno, giro il caffè e glielo porto in fretta. Questo sarà il primo di una lunga serie.
Di lì la giornata inizia, qualunque parola lei proferirà potrà essere un qualcosa che ha il potere di mettere in fallo qualcuno. Tutti hanno qualcosa di autonomo da fare, operazioni da eseguire (a parte me, che cerco di dare un senso alla mia giornata incastrando i ritmi dei beceri compiti che mi sono affidati – archivio fogli, stampa fogli, fotocopia fogli, timbrare pass), tuttavia un orecchio deve essere sempre vigile ed attento alla voce di Iv, ogni sua richiesta può essere un fulmine a ciel sereno: una mail del mese prima, quello che tre giorni prima aveva detto con Ciccio Pasticcio (vai ad identificare chi sarà questa volta), lo specchietto delle economie di due anni prima, archiviato dalla dipendente che ti precede di due turni –ovvero che nel frattempo hanno fatto in tempo a licenziarsi 2 persone da lei a quando sei arrivata tu. Qualunque cosa le porterai dovrà essere letta almeno 2 o 3 volte, perché potrebbe trovare un cavillo, un qualsiasi dettaglio che metta in mostra la tua inefficienza.
Ogni qual volta le chiamerai qualcuno al telefono, questa sarà una questione di vita o di morte, e dal momento che da questa telefonata ne dipende una vita umana (ovviamente in senso ironico) dovrai innanzitutto digitare rigorosamente il numero di cellulare, chiamare a ripetizione, fare presente che è una cosa urgente perché è Iv che lo cerca, nel caso capire se lei eventualmente potrebbe voler parlare con qualcun altro, oppure non è proprio il caso (questo non so da cosa può essere deducibile, forse l’inflessione della voce, l’argomento di discussione – di cui magari non sai nulla, ma sbagli per il solo fatto di non sapere).
Iv è talmente indaffarata dall’azienda che da sola sta mandando avanti e dall’uomo che negli ultimi mesi abita il suo letto, per potersi ricordare le sue faccende personali. Oltre alla sua nota spese, una buona assistente personale deve conservarle ordinatamente ogni documento personale, multe, tasse da pagare, assicurazioni, corsi di lingua che sta seguendo e scadenze di pagamenti vari. Se non riesci a stare dietro a queste cose, significa che non vuoi crescere e come puoi pensare di arrivare più in alto nella vita (lei ammette di non sapere come tu sia al di fuori di quella stanza, ma il gusto di dirti che non vali nulla se lo prende lo stesso).
Tutte le persone per Iv possono passare dall’essere “mio amor” a dei pezzenti da mandare a fanculo una volta che si è abbassata la cornetta, che si è valicata un’altra stanza. Iv può parlare di te, far riferimento a te o al tuo operato non direttamente, lo fa in terza persona, parlando ad un altro o tra sé e sé, perché parlare direttamente a te sarebbe troppo faticoso e soprattutto ti darebbe la possibilità di ribattere. Infatti Iv preferisce evitare gli scontri diretti, che non le permettono di mettere in mostra le sue doti fino in fondo. In quel caso le ultime carte che può giocare sono solo falsità ed ipocrisia.
Sedersi davanti a Iv e guardarla negli occhi può, infatti, mostrare cosa ci sia dietro. Ovvero una donna sola, impaurita dall’avanzare del tempo, che ha sacrificato la famiglia, i sogni, gli affetti, per inseguire la carriera.
A quel punto solo la pietà e la voglia di andare hanno il sopravvento.
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