venerdì

Lo specchio


Davanti allo specchio mi preparo
ad un altro incontro.
Mi pettino i capelli che non ci sono più
decido cosa non mettermi
ed indosso lenti a contatto,
per esser certa di vedere ciò che non sopporto.

Volevo leggerezza ed eccomi servita.
Nulla di più.

sabato

Emilio è un mal di testa.
Tentacolare si aggrappa alla fronte e dentro stringe il dolore.
E' un parassita.

Senza coraggio conduce la sua vita, o meglio da essa è travolto e dirottato come una banderuola al vento.

Lo disprezzo. Ne sono delusa. Rammaricata.
Forse i miei occhi hanno voluto vedere per tempo
- troppo tempo -
un sole che in realtà non c'era.

Non sarò paziente, non sarò comprensiva.
La codardia non può essere accettata.

Ed oggi, mi resta solo un fastidioso mal di testa.




venerdì

Un disegno

Le matite colorate riempiono la nuda pagina bianca. La cromia del disegno percorre le stagioni, così come i suoi protagonisti, che dagli abiti della verde primavera sono ora giunti al grigio inverno.

un disegno
che
sarebbe potuto essere di tanti colori
- se la storia fosse fatta di se
- se le cose andassero come le si pensa ed ipotizza.

Ed invece la coerenza deve vincere sull'altalena della volontà.

Per i prossimi disegni.

mercoledì

La nebbia è romantica, a Milano.

hOPALEsemente voglia di te.
Anche se è inverno, anche se è freddo, anche se in casa si sta bene, attraverserei la nebbia in bicicletta e arriverei ai tuoi lidi. Lo farei per guardarti nei tuoi begli occhi di mare e baciarti. E poi scappare, guardandoti che mi guardi con la voglia di me. Ma senza le tue allusioni, il tuo frenare, puntualizzare quel che non può essere. Che mi fa capire che ancora una volta sono lì. A quell'appuntamento. Ho solo voglia di sentire il caldo d'inverno e non pensare alla contingenza del poter essere altrimenti, che non può! Non ho bisogno di altro. Se non delle tue labbra, dei tuoi occhi che guardandomi, mi fanno sentire tanto, ma tanto bella.

La nebbia è romantica, stasera a Milano.
E io farnetico.

lunedì

Divamperemo nelle fiamme dell'inferno.

Le anime fiammeggianti ardono dentro.
Non hanno bisogno,
ma solo sete di calore.
Incoscienti, incontrollabili,
latenti aspettano il loro momento.

E tu che le osservi, che credi di capirle,
non vuoi vedere la loro vera natura,
credi che l'esperienza ti dia la chiave della lettura.

Hai paura di scottarti?
Hai paura che quel che credevi bisogno sia voglia di bruciare?
O vuoi soltanto vedere il consumarsi delle tue previsioni?

Le anime fiammeggianti cercano fuochi che le alimentino,
non hanno bisogno di estintori a placarle,
bensì di carbonella che le divampi.


lunedì


Né di carne né di pesce
Forse una zucchina
che si fissa,
come un disco inceppato
che martella ridondando lo stesso punto.

Riconoscere, riconoscersi, stravolgere l'assodato,
non è forse un modo per vedersi, per guardarsi?
Con occhi nuovi
- o semplicemente aprendoli.

L'acqua cade incessante
e lava via quel che è stato.

Scorre in rivoli di inaspettati.